Gli antropologi avranno ragione

I tovaglioli delle rosticcerie, quelli nel portatovaglioli di lamiera, quelli che devi spingere e tirare per farne uscire non uno, ma dieci tutti insieme, quelli di carta scivolosa che ne serve qualche decina per pulirti le mani dal supplì, li gettiamo nel cestino dal coperchio basculante insieme alle lattine e saranno ritrovati in futuro, tra migliaia di anni, così come sono, in stratificazioni insieme a sgabelli, vassoi di plastica, scheletri unti e vetri che fanno sembrare il cibo più piccolo quando lo ordini, e gli antropologi allora ragioneranno che probabilmente quelli che avevano vissuto in quei locali angusti erano uomini adoratori della trinità del dio Supplì, del dio Arancin* e del dio Crocchetta e che ne rappresentavamo le figure traslucide in quelle piccole icone bianche di carta, pieghevoli e tascabili e che probabilmente, penseranno inoltre gli antropologi, quegli antichi popoli usavano sovrapporre in certi giorni dell’anno le icone di carta alla luce del Sole per avere dei responsi, i responsi luminosi del dio Supplì, del dio Arancin* e del dio Crocchetta, le tre somme divinità della traslucenza che ti indica la via della gioia, e quegli antropologi dalle dita unte avranno ragione, e trarranno insegnamento da quegli antichi e saggi popoli che migliaia di anni prima avevano inventato la frittura.

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