La gravità della situazione

Il silenzio della stanza del medico era interrotto solo dai frequenti clic del mouse.

L’anziano medico, sulla poltrona dirigenziale di pelle rossa, fissava lo schermo del suo computer evidentemente preoccupato, la fronte abbassata, e sbatteva di tanto in tanto un povero mouse sulla imponente scrivania di legno scuro con un rumore breve e secco di plastica allo stremo della resistenza.

Il paziente, seduto di fronte a lui su una sediuccia di plastica presa in prestito alla sala d’attesa, si sentiva instabile, era angosciato dalla paura, intimorito, e con lo sguardo cercava di ingannare l’attesa ripercorrendo i tanti diplomi appesi alle spalle del medico, finché non ce la fece più e sputò la sua domanda.

– Allora, dottore, che mi dice? È grave?

Il medico si fermò, come stupito che ci fosse qualcuno. Si aggiustò gli occhiali e rispose con fermezza.

– Certo che è grave, non ci capisco una mazza con questa fatturazione elettronica.

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