Storiella zen per sognatori dello spazio

Gokei, il maestro zen narcolettico, come ogni giorno attese l’ora del tramonto e radunò i discepoli sulla meravigliosa spiaggia di Mikuni, la sua preferita. Fece sedere tutti sulla sabbia in un cerchio intorno a lui e raccontò loro:

Tanti anni fa, grande fu lo stupore dell’uomo che puntò per primo un grande telescopio verso TRAPPIST-1-f, un pianeta extrasolare potenzialmente in grado di ospitare la vita e chissà, forse l’intelligenza. Ancor più grande quando centrando per bene il pianeta TRAPPIST-1-f nel mirino, vide l’estremità di un grande telescopio poggiato sul lontano pianeta, con in bella mostra l’occhio ingigantito di un coso che proprio in quel momento aveva puntato per la prima volta lo sguardo su SOL-1-c, un pianeta potenzialmente in grado di ospitare la vita e chissà, forse anche l’intelligenza:

“Incredibile!” urlò l’uomo-scienziato ai colleghi “Il pianeta è abitato da un occhio gigante!”

E Gokei chiuse un occhio.

“Incredibile!” urlò in lingua cosa il coso-scienziato ai cosi vicino a lui “Il pianeta è abitato da un occhio gigante!”

E Gokei chiuse il secondo occhio.

E i discepoli, storditi dall’incredibile racconto, attesero, guardando il loro maestro seduto pacioso lì in mezzo a loro, sulla sabbia bianca, con gli occhi chiusi e le braccia conserte, mentre il mare si colorava del colore del tramonto e della loro sete di conoscenza.

“Maestro Gokei, ma qual è il significato di questa storiella?” chiese trepidamente un discepolo dopo circa mezzo minuto di paziente attesa.

Ma Gokei, il maestro zen narcolettico, s’era già addormentato profondamente su Mikuni, la sua spiaggia preferita.

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