Confessione di un’assassina

-Ora puoi dirlo. Sei stata tu?

-No, ti sbagli, sono qui senza motivo.

-E allora perché sei qui? Che c’è? Sono pazzi?

-Non sono pazzi, a meno che essere pazzi non sia cercare una ragione che non c’è. Avevano bisogno che ce ne fosse una.

-Non c’era un movente, forse? L’accusa ha sbagliato? Ti hanno incastrato?

-Non c’è un motivo. Non ce n’era perché non ce n’è mai stata una, di ragione, da nessuna parte, in nessun posto, se non una sola ragione, la ragione di tutto.

-Sei diventata una filosofa. Capita, in prigione. E quale sarebbe la ragione?

-Che siamo qui senza motivo.

-Tu e le altre? Qui in carcere?

-No, tutti, dovunque.

-Vuoi dire che non c’è niente? Niente da capire?

-No, che c’è troppo da capire, troppo da ricordare. E lui era un ricordo, un ricordo assurdo e impossibile. Ecco perché l’ho ucciso.

-Ma allora sei stata tu, l’hai ucciso tu.

-Sì, ma se c’è un motivo è perché non ce la facevo a ricordare, a sostenere quel ricordo.

-E ucciderlo? Ha cambiato le cose?

-Naturalmente, no. Ma qualcosa dovevo provare a fare. Così viviamo tutti, no? Proviamo.

-Provare? È stato un tentativo? Allora davvero l’hai ucciso senza motivo.

-Nessuno. Se non che era troppo, troppo somigliante a suo padre.

-Lo odiavi per questo? Perché somigliava al padre?

-Non fisicamente. E non finché non è cresciuto. Non finché non ha cambiato voce. È stato un giorno, al telefono. Mi stava avvisando che non sarebbe tornato per cena. Ed era quella voce. E ho pensato che fosse lui, con quella voce, la stessa voce che mi aveva abbandonata tanti anni fa. L’emozione mi è risalita da qualche parte, dentro di me. È tornata com’era stata quel giorno di vent’anni fa. Ma adesso potevo provare a fare qualcosa per azzittirlo. Non c’è stato nessun altro pensiero, nessun altro sentimento. Ho solo iniziato a prepararmi. Ma no, so che me lo stai per chiedere, non ha funzionato, naturalmente. La sento, la sento con gli occhi chiusi. La sento con gli occhi aperti. Ora tutte le voci, anche la tua, sono diventate quella, sono diventate uguali. E la guardia…

-La guardia?

-La guardia è lontana, non farà in tempo ad arrivare.

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