Il paese sospeso

E poi, forse è vanità, ma mi pareva stonato che il luogo dove ero costretto a vivere non avesse in sé un’aria di costrizione, ma fosse sparso e quasi accogliente; così come al prigioniero è di maggior conforto una cella con inferriate esuberanti e retoriche piuttosto che una che assomigli apparentemente a una camera normale.

Carlo Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”
Aliano – Piazza Panevino

Aliano è un luogo sospeso su calanchi vertiginosi, contorto dal sole, rarefatto, sottovoce, quasi metafisico, una serie di possibili sfondi di quadri di De Chirico. La sua gente stimolò il racconto di Carlo Levi, il quale vi fu confinato dal regime fascista nel 1935 e nel quale volle tornare per riposare per sempre, nell’affetto che gli aveva fatto aprire gli occhi su un piccolo mondo antico che già andava scomparendo.

Aliano – Fossa del bersagliere, con trampolino metafisico

Con gli occhi che mi si aprivano appena per la luce bianca di una tarda mattinata di aprile ricca di foschia, ho visitato Aliano passeggiandovi con lo sguardo sofferente alla luce di chi è stato rinchiuso per molto tempo.

Aliano – Casa abbandonata

Nel mondo dei contadini non c’è posto per la ragione, per la religione e per la storia. Non c’è posto per la religione, appunto perché tutto partecipa della divinità, perché tutto è, realmente e non simbolicamente, divino, il cielo come gli animali, Cristo come la capra. Tutto è magia naturale. Anche le cerimonie della chiesa diventano dei riti pagani, celebratori della indifferenziata esistenza delle cose, degli infiniti terrestri dèi del villaggio.

Carlo Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”
Aliano – Una tomba di famiglia

Aliano – Via Sole

A Aliano ho camminato in un silenzio gentile, dal quale non so se tornerò.

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