Di Pannella ricordo quando negli anni ‘80 ero piccolo e sentivo i miei
dire male di lui, perché con pochi voti alle spalle riusciva comunque a
contare molto, sì, perché era coraggioso, ma anche un opportunista e un
furbo e chi lo votava disperdeva le energie del cambiamento non dando il
suo voto a qualcosa di più costruttivo, ideologico, di a da in con su
per il popolo.
Loro votavano per Democrazia Proletaria, o almeno
ricordo così, e quando c’erano le elezioni e mi divertivo a colorare con
i pastelli i simboli dei partiti quello lì era il più difficile da fare
e se invece facevo quello del PCI dicevano che quelli erano dei
fascisti, poi però quando morì Berlinguer erano tristi lo stesso e papà
andò al funerale, e una volta sentii a mamma dire che Andreotti era il
male fatto bene e a papà che Craxi cazzo, che testa di cazzo era la fine
di tutto, ma quanto parlava bene l’italiano, però.
Secondo me sono un po’ tristi anche adesso, a ripensarci a quella politica lì, loro che l’hanno vissuta, e mica solo loro.

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