Ieri ho dovuto passare tutta la serata ad accarezzare il frigorifero per tranquillizzarlo.
Ci ho anche giocato un po’, lo aprivo e chiudevo e riaprivo, facendo: “Bubù! Settete!”; vedeste come s’illuminava. “Finché sei pieno non hai nulla da temere”, gli ho sussurrato; e anche “No, no, tesoro, non vengono quelli dell’AMA a portarti via, papà scherzava stamattina quando non trovava lo yogurt per la colazione”.
È stata una giornataccia; prima di metterlo a letto era ancora un po’ scosso, così per farlo riposare bene gli ho messo dentro un po’ di latte tiepido con un filo di miele.
Ecco, s’è svegliato.
Piccolo mio, riposato bene?
Fammi vedere cos’hai lì dentro.

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