Il grande dagli occhi saltellanti, unico jolly del nostro mazzo, funambolo dentro e fuori, è morto. Da qualche anno si era avvicinato a una setta dal colore giallo, in cui si parlava un grammelot che lo aveva affascinato. Non erano i tassisti, ma da quelle parti lì. Lui era andato lì come sempre dov’erano le suggestioni visionarie, che ha inseguito tutta la vita, come un bambino un palloncino portato da un vento dispettoso, come me che da piccolo guardavo in TV quel signore che farfugliava stupendamente e mi pareva avesse la mia età. Sento che è morto divertendosi.

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