Il marciapiede s’interrompe per una traversa e un’auto si ferma giusto
in quel momento, per farmi passare. Camminando la guardo di sfuggita:
alla guida c’è una donna d’una sessantina d’anni, che coglie l’occasione
della fermata per aggiustarsi frettolosamente un fazzoletto, una
bandana blu, che deve coprirle il viso dagli occhi in giù, ma è sceso un
po’. Solo lividi e ferite: un sopracciglio è tumefatto, sul naso c’è un
taglio, gli zigomi sono arrossati e solo uno degli occhi è nero,
ma entrambi sono gonfi e hanno pianto parecchio, da poco, e per poco mi
fissano, durissimi e distrutti, da un paio di metri. Quell’auto, quella
donna, il suo gesto di vergogna e quei segni terribili sono ora chissà
dove, ma la rabbia enorme, quella palla dura che ho adesso al posto
dello stomaco, e la certezza che no, quella donna non ha avuto un
incidente e sì, un’idea di chi possa esser stato purtroppo ce l’ho, beh,
no, queste altre cose so bene dove sono, e non se ne andranno mai, non
con queste mie lacrime. Ogni volta che qualcuno alza le mani fa male a
tutti.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.