Io faccio un altro “gioco”.
Ogni notte, in pieno sonno, verso le 4:20 del mattino invece del Blue Whale c’ho il Black Cat, che mi sveglia e vuole uscire. Scendo le scale del soppalco e risalgo.
Poi alle prime luci dell’alba c’ho il Black Cat, che vuole rientrare in casa. Scendo le scale del soppalco e risalgo.
Poi al più tardi alle 7 c’ho ancora il Black Cat, che si lamenta perché ha fame/sete/deprivazione/insoddisfazioni varie, il Black Cat With White Socks And White Belly (Sometimes A Penguin), che vuole uscire perché nel registro le risulta che ci sono ancora delle lucertole vive in giro, e il Grey Tigerskin Apparently Sweet But Very Evil Minicat, che mi si infila in mezzo alle gambe mentre scendo le scale del soppalco cercando di farmi precipitare, ma senza nessuno che riprenda la scena per non lasciare prove.
Lo scopo del “gioco” è sopravvivere per 50 giorni senza pensare a una buona ricetta per farteli tutti e tre al forno con rosmarino, patate e uno spicchio di aglio, e se ci riesci vinci il diritto a fargli le coccole.

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