La buccia del cocomero.

attenzione: questa nota nasce da cupa e profonda disperazione

Noi di sinistra* siamo convinti di ciò in cui crediamo. Ci teniamo alla politica, siamo appassionati, siamo preparati, e perlopiù onesti, ma deboli, fragili, frammentati dentro e fuori, confusi perché non sappiamo a chi rivolgerci, nessuno ci prende più per mano per farci ballare, e finiamo per attaccarci alle banalità pseudo-socialiste dette dal papa pop, come un appassionato di cocomero che sgranocchi e succhi gli ultimi bianchi freschi umori del generoso frutto, ormai prossimi a un gusto cetriolesco.

La frutta sta finendo, insomma, come cantavano i Ringhiera, un gruppo pop-trash dei tanto vituperati anni ‘80, molto in voga in alcune sezioni romane del PCI, divenute oggi negozi di souvenir di Pienza e Venezia e gestiti dagli stessi ex-militanti di una volta.

Deprimente e desolante situazione: per finalmente risorgere propongo di asciugarci il viso dalla fresca ma insapore acqua zuccherina: che si alzino le teste dal piatto di rimasugli, e che alle prossime elezioni politiche si faccia di tutto per unirci, ma per eleggere in parlamento non i candidati di una coalizione, la solita coalizione a ripetere, bensì UNA persona.

Dobbiamo sublimare, e ogni cambiamento di stato, da solido a liquido, da liquido a gassoso, da gassoso a spassoso, ha un costo, una o più rinunce.

Dev’essere UNA PERSONA SOLA, unica di sinistra in un mare di destroidi, perché risalti, perché rappresenti un’immagine nitida di ciò in cui crediamo. Dev’essere un simbolo. Un nostro ritratto. La testimonianza unica e indissolubile della nostra esistenza. Un punto cardinale verso cui orientarci, da cui e con cui ripartire per una lunga marcia.Viste le soglie di sbarramento, la infiltreremo in una delle altre liste. 

Non sarà difficile farla eleggere, chiederemo un favore e ci faremo dire come fare a dei vecchi democristiani scaltri, qualcuno che abbia pianto per Berlinguer, però, o che almeno rideva alle spalle di Andreotti.

Io propongo come candidato unico Damiano Tommasi.

È vivo, è ancora in forma ed è fervente, bello, credente in ciò che ama; sarebbe un candido candidato.

Egli rappresenta la tenacia, la moralità, la condivisione, l‘impegno, la solidarietà, il sacrificio, l’amore.

Metta un cuoricino chi è d’accordo, ma se non siete d’accordo e avete da ridire sul candidato ancora meglio, si vede che siamo proprio dalla stessa parte.

Non vinceremo subito, ma nel 2023, o comunque previa inumazione di Silvio nel mausoleo, vinceremo in fondo, grazie alla pazienza caratteristica dei più virtuosi.

*Sapete di chi parlo, guardatevi intorno in casa, in birreria, in pizzeria, dove siete siete, e sommateci per far numero i vostri conoscenti che si sono fatti bloccare da Gasparri su Twitter rispondendogli stocazzo, gente di cui nessuno ha più saputo niente.

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