La grande bellezza

Carl Sagan disse che noi umani siamo un modo per l’universo di conoscere se stesso. E l’astrofisica ci insegna che se l’universo non fosse in espansione, se le stelle non lasciassero diverse, sempre più deboli, spesso invisibili, tracce di sé, la notte, così come la conosciamo noi sulla Terra, non esisterebbe: le stelle si sommerebbero in un’unica luce bianca per un unico costante giorno. Cioè io non avrei la mia notte, il tempo in cui mi sdraio sulla schiena del mondo e sento, guardo in alto, trovo, scelgo, unisco quei puntini piccoli e grandi e invento nuove costellazioni? Non se ne parla proprio.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.