Matteo Renzi, detto il Bomba, entra nel suo bar preferito, dove fanno un caffè pessimo, ma molto economico: costa solo 70 centesimi. Quando entra, vede che il prezzo è lo stesso di sempre, ma s’accorge di avere in tasca solo 60 centesimi. Senza indugio, decide di menarla alla cassiera, dicendole che quel loro caffè fa così cagare che non ne varrebbe più di 60. La cassiera, che lo conosce bene e sa sia quanto il Bomba sia un pezzente, sia quanto egli sia uno stracciacazzi enorme che ti tormenta finché non gli dai quel che vuole, sia che il loro caffè è effettivamente un vero schifo, dice che va bene così, prende i 60 centesimi e con tono risoluto dice al barista di prepararlo, sperando in una rapida dipartita del nostro. Il barista, irritato dall’atteggiamento del cliente, insofferente all’ordine perentorio della cassiera, e frustrato dall’essere ben consapevole di fare sempre un caffè di merda, s’adopera vendicativo per preparargli una ciofeca ancora più irricevibile del solito, gliela serve e freme nell’attesa che si dipinga il disgusto sul volto del cliente. “Ma è ottimo!” dice il Bomba, entusiasta nonostante l’infame sorso “Ti lascio 10 centesimi di mancia!” e il barista, sconvolto: “Ma come?! Non ha sentito che schifezza?” “Ah, fa schifo pure secondo te, eh?! E allora i 10 centesimi te li do domani se me lo fai buono!”.

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