Odio l’estate.

Odio l’asfalto e il catrame. Odio le automobili. Odio le automobili gonfie di bambini e di buste di nylon gonfie di cose inutili. Odio i lamenti, di tutti. Odio le file al casello. Odio la bottiglia ancora mezza piena d’acqua ormai imbevibile. Odio la mediocrità dell’autogrill. Odio i camionisti. Odio tantissimo i camionisti che sorpassano e seminano terra e calcinacci o sono pieni di bestie da macello lamentose. Odio contare i chilometri, ma non so farne a meno. Odio quella merda di Isoradio. Odio gli stacchetti musicali di merda di Isoradio. Odio il calciomercato. Odio ancora di più le partite di precampionato. Odio, tantissimo, Roma – Brunico 12 – 0 con due calci di rigore. Odio il trofeo Berlusconi. Odio chi dice che in città d’estate se ne vanno tutti via e si sta bene. Odio le automobili col condizionatore a palla. Odio quelli che vanno in bicicletta e passano col rosso, peggio degli altri. Odio i cassonetti. Odio la puzza. Odio gli insetti. Odio la puzza di piscio della stazione del treno. Odio quelli che scendono dal trenino da Ostia, pieno di sabbia. Odio essere salito su quei vagoni anni fa, mi sento ancora sporco. Odio, oddio oddio, quanto odio la sabbia. Odio gli zeppetti di legno sotto i piedi, in spiaggia. Odio i cani che corrono sulla spiaggia. Odio quelli che fanno la Settimana Enigmistica con la penna. Odio gli scherzi con l’acqua. Odio un’altra bottiglia mezza piena d’acqua ormai imbevibile. Odio il bar, che mi ha finito il cremino, era l’ultima speranza. Odio il sole. Odio gli scottati e gli abbronzati. Odio chi si abbronza in balcone, a casa. Odio le fermate dell’autobus vuote. Odio la cucina che puzza. Odio i telegiornali con le fontane, con i turisti che soffrono. Odio la TV che è calda. Odio il ventilatore. Odio il tedio pomeridiano. Odio svegliarmi sudato nel pomeriggio sul divano davanti a una partita di tennis orribile. Odio la mia rabbia. Odio i ci rivediamo a settembre. Odio chi ha il compleanno ad agosto e se ne lamenta sempre. Odio i cani che abbaiano di notte. Odio un po’ pure la Luna, giallastra, zozza. Odio la mia faccia di merda che non dormo per il caldo e non mi guardo più. Odio e respiro, affannosamente, e non so dove andare.

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