Operette molari

Tanta, tantissima fame.
Ho un bel panino davanti, però 🙂 una bella rosetta der pizzicarolo cazzuto: polpettone di tonno, un pomodoro San Marzano sfilettato, ‘n velo de fiordilatte e lattuga che scrocchia.
Gnamme. Bòno.
Che rogna però questa buccia di pomodoro che mi resta tra i denti. :-/ Va be’ ho fame, mica mi fermo per questo. Ecco, riesco a liberarla con la lingua, la mastico un po’ (è pure dura la stronzetta) e la ingoio. 
Poi magari la prossima volta glielo dico al pizzicarolo di toglierla, però eh…visto che sfiletti il pomodoro e hai fatto trenta, e fai trentuno, cazzo! :[email protected]
Un altro morso. Altra buccia, ovviamente. Eccheccazzo. >:-(
Provo a toglierla con la lingua. Niente. :’-(
Va be’…faccio co’ ‘n dito, d’altronde sto ‘n giro, che posso fa’…ok dai, non mi faccio vede’ 😉 sfilo il pezzetto di buccia dura, lo ciancico bene, lo ingoio.
Così gli altri due bocconi* e un altro po’ di buccia duretta e fastidiosa. Il panino è finito.
So’ soddisfatto, però. Daje. Bòno, proprio bòno. 😀
Però poi domani glielo faccio notare, eh! >:-)
Ecco un secchio e una fontanella: così butto la carta e mi bevo un po’ d’acqua fresca.
Ma guarda un po’ ‘sta carta der panino.
È tutta strappata.

~(_8^(I)

* n.d.a.: la rosetta fanno quattro mozzichi, più il bottoncino bruciacchiato

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