Ora che l’operoso signor Marchise ha terminato urlando la sua quinta telefonata in un battito di ciglia ed è riuscito a far comprendere ad uno dei suoi collaboratori (di cui due figli e uno in odore di fidanzamento con una ragazza “davvero bella, ma con la pelle un po’ scura”) che devono passarlo a prendere nella ridente Torino e non nella capitale morale del nostro amato Paese, mi sento sollevato.
Passiamo ora alla mamma, che sembra abbia sia male a un braccio (“te lo sei stretto bene con la garza, come fai con l’arrosto?”) che un litigio davvero brutto in corso con “la” (orrore) Nicolina, la vicina che non le restituisce l’aspirapolvere nuovo, e allora è meglio chiamare Giuseppe il portiere, che sembra dotato del polso per affrontare la “perfida arpia”.

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