“Pinocchio col suo bravo abbecedario nuovo sotto il braccio, prese la strada che menava alla scuola” Carlo Collodi

Il grammar nazi lo conoscete tutti, fondamentalmente è un rompicoglioni un po’ timido e frustrato che si sfoga sui vostri scritti, con l’imperdonabile aggravante di aver sempre ragione. Il grammar communist, invece, ti fa lo stesso notare tutti gli errori, ma cerca di convincerti che c’è poco da vantarti, non sono solo merito tuo. Poi c’è l’ex grammar communist, che è un po’ come quei compagni di classe che prendono un voto più basso di te che gli hai passato il compito, così se la prendono con la tua orribile grafia, che sembrerebbe avergli comportato un sacco di errori di trascrizione, e si prendono sia il 6– che la pizzetta rossa che ti avevano promesso. Per finire, il post grammar communist, ideatore della teoria secondo la quale l’unico modo possibile di evitare errori è farli ancora più grandi, tanto enormi da deformare il testo e renderne impossibile la lettura, al punto che il lettore si convince da sé che in fondo questa grammatica politica contemporanea poteva farla anche lui.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.