Se l’azienda per cui lavorate si decide dopo tanti anni a darvi la carta prepagata per fare il pieno e vi ritrovate a doverla usare la prima volta alle tre di notte sul grande raccordo anulare che circonda la capitale, è inevitabile scorgere che il benzinaio convenzionato è subito dopo la vostra uscita e nel verso sbagliato, non c’è mica niente di male, davvero, niente bestemmie, voi.
Visto poi che siete attenti e previdenti, avete carburante a sufficienza per invertire la marcia e raggiungere l’area di servizio in tutta tranquillità.
Certo, potreste perdere un po’ il vostro proverbiale equilibrio nel momento in cui, diciamo che siete un po’ alticci, provate invano ad inserire quella carta, rendendovi conto solo dopo un po’ di tentativi e scatti nervosi che la fessura è sigillata con un nastro perfidamente nero e invisibile, perché il terminale è scollegato.
La vostra serenità potrebbe anche vacillare nel realizzare che nel portafogli avete solo una banconota da cinquanta euro, ma non vi inquietate mica per così poco, voi.
Proprio qui e ora, nel nulla periferico e nel momento in cui avvertite che l’arcobaleno della pace sta per dissolversi, ecco che da dietro un pilastro si mostra un travellone* che inizia la conversazione che segue, con quell’accento che unisce er Bruco de Nettuno** e Falcao, Porto Alegre e Capocotta, lui in in un grazioso tubino di plastica fucsia truccato glam, voi nella vostra tenuta supponente: trench e Dr. Martens.

“Che c’è? ‘N t’entra? Voi ‘na mano?”
“No, è che ce sta ‘o scocc.”
“Ah. E mo’ come cazzo fai?”
“I sordi ce l’ho, è che c’ho cinquanta pezzi sani.”
“E te li cambio io, no?”
Tira la tracolla argentata e si fa scivolare sul grembo una microborsa di Hello Kitty.
“Famo due da venti e uno da dieci?”
“’Spe…va be’, sì, però dai, cioè…sei ‘n tesoro.”
“Mo’o dici solo te, l’artri me se ‘nculano e basta…a te ‘n te va, no? Me piace ‘a barba tua, sai?”
“No, guarda, grazie…cioè non è er momento…ma che cazzo dico…no, davero.”
“Dai, ‘n te preoccupa’, mica m’offendo, l’amore è cosa de trovasse ner momento giusto tutti e due, no?”
“Sì.”
“Perché tutto er resto so’ cazzate.”
“OK.”

Tutto il resto della storia, è noia.

* s.m. volg. (tip. romanesco) uomo travestito da donna ma corpulento e incurante di celare la muscolatura e le originali fattezze maschili.

** Bruno Conti, calciatore sgusciante e core de ‘sta città.

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