Signore di mezz’età dei Parioli, che mi passi avanti entrando in pizzeria, io bagnato di pioggia, col casco in testa, affamato, per portare un po’ di cena alla mia compagna, che lavora fino a tardi.
Signore di mezz’età dei Parioli, che prendi tutti e sei i supplì rimasti.
Signore di mezz’età dei Parioli, che chiedi metà di quella meravigliosa pizza salsiccia e cime di rapa e poi, mentre te la stanno tagliando, cambi idea e la chiedi tutta.
Signore di mezz’età dei Parioli, che ora è rimasta solo la pizza col prosciutto cotto, che qui la fanno scondita, appena macchiata, con la passione di un cartografo che tratteggia lo stato del Chad.
Signore di mezz’età dei Parioli, che te ne vai con due lattine piccole di “ce l’ha la cocazero che l’altra mi gonfia?”.
Signore di mezz’età dei Parioli, che non mi guardi, non mi vedi, non esisto, e la ragazza della pizzeria mi guarda e sorride compassionevole mentre uscendo mi scosti senza chiedere scusa.
Signore di mezz’età dei Parioli, vai pure, scappa via con il tuo BMW X6, i miei pensieri saranno più veloci, e ti aspetteranno a casa.

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