Sto impastando il pane e ancora non so chi sei, so però che la colpa dev’esser tutta della Luna, che un giorno, penso di giorno per non esser vista, fece quasi distrattamente un giro più veloce; così un baffo d’argento si sfilò via nello spazio e tu precipitasti pian piano quaggiù dove vivo, posandoti sui miei occhi aperti, come un pizzico di lievito per sogni.

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