Sulla strada


-Boh, vedi, io sono per gli originali. Anche tu? Hai presente “I heard it through the grapevine” di Marvin Gaye? Mille cover, un casino, uno scempio, un disastro.

-In generale sono d’accordo, quantomeno gli originali vanno conosciuti, ma non dimentichiamoci mai dei Creedence.

-In che senso?

-La cover dei Creedence, la cover definitiva, un po’ come Jimi con “All along the watchtower” o Johnny Cash con “Hurt”.

-Non so, i Creedence? Chi sono? Country?

-I Creedence sono i Creedence. “I heard it through the grapevine” fatta dai Creedence. Pezzo necessario. Come tutto Cosmo’s Factory, tra l’altro.

-Ma quelli delle cassette del Grande Lebowski? Non so, mai sentiti. Mai sentito nemmeno Cosmo’s Factory.

-Che significa che non hai mai sentito Cosmo’s Factory dei Creedence?

-Che non l’ho mai ascoltato, non so cos’è. Che c’è di male?

-Che c’è di male? C’è che è come non essersi mai messo un paio di scarpe comode. C’è che è come non solo non essere mai stato nel deserto, ma nemmeno aver mai sognato di farlo. C’è che mi parli di casini, scempi e disastri e mai di passioni!

-Adesso stai esagerando, dai.

-Scendi dalla macchina!

-Ma che dici?

-Scendi dalla macchina, ho detto!

-Ma stiamo a piedi! Stiamo passeggiando! E questo non è il Grande Lebowski.

-Forse hai ragione, ma solo tu stai passeggiando, qui, su ‘sto marciapiede sporco e bucato. Io sogno.

-Tu sei tutto scemo. Ma ho capito. Dai, me li sento.

-Ora va molto, molto meglio, caro ragazzo. Andiamo, vieni, ché lì in fondo fanno i panini buoni.



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