Una nota di colore (no Kyenge)

Dovreste sapere che al terzo posto ci sono gli ascensori con i numeri degli interni e non dei piani (piccole bestemmie sottovoce) e al secondo posto gli ascensori che la vita è un sogno e che i sogni ti aiutano a vivere meglio, ma se li capisci, cioè quando scendi devi uscire dal lato opposto e non lo capisci subito (sempre). Al primo posto, con un paio di giri di vantaggio, quelli tipici dei Parioli (00197, Roma) che quando apri per scendere ti trovi davanti un soggiorno e un peruviano che vuole la tua giacca (è vero).
Oggi si assegna il premio della critica. Tipologia: ascensore dannunziano ingabbiato nella tromba delle scale. Dopo una lunga attesa, apro la porta e dentro ci sono (movimento rapido degli occhi): una panchina, uno specchio, una targa con scritto “Si prega di non usare l’elevatore per uso personale”, il bussolotto in cui mettere le dieci lire per il passaggio e una vecchia sulla panchina. La vecchia mi fa: “Buongiorno. Io non scendo”.

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