Visto il riaccendersi nelle trame della rete dei golosi dell’interessantissimo dibattito sulla giustezza di salare l’acqua della pasta prima o dopo il bollore, colgo l’occasione per ricordarvi la ricetta di una buona pasta burro e parmigiano, che prevede: una quantità necessaria di pasta (pensare sempre per due), troppo burro (no fesserie: burro colorato e profumato, di latte di montagna) e un’enormità di Parmigiano Reggiano grattugiato. Poi, se vorrete sentirvi dei cuochi amorevoli con voi stessi, mantecherete la pasta in una casseruola con gli ingredienti di cui sopra, un po’ di panna fresca e alcuni pizzichi di noce moscata e pepe bianco, rilasciati sulla preparazione volgendo lo sguardo altrove, come solo una regina sdegnata con la corte. Nota per coloro che abbiamo trascorso una ragionevole porzione della loro vita a rimirare il soggetto della copertina de “Il talismano della felicità” di Ada Boni: mi raccomando, ove possibile, ditaloni rigati e cucchiaio da minestra.

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